lunedì 22 giugno 2009

COROLLOPOLI

Quando sentivo parlare di scandalo nel mondo del calcio, credevo che ci si riferisse soltanto ai giocatori dopati, a partite truccate, ad arbitri venduti, e credevo che con lo scandalo di Calciopoli del 2006 si fosse toccato il fondo. Credevo inoltre che tutto questo potesse capitare solo ed esclusivamente in un mondo in cui sono più importanti i soldi che lo spettacolo ed il divertimento. Da stasera invece so che non è così, ho scoperto che c'è dell'altro. Ho scoperto che in un torneo come quello del Parco Corolla, in cui l'unico scopo dovrebbe essere quello di divertirsi e soprattutto far divertire, esistono due squadre che si mettono d'accordo sul risultato finale. Non pensavo che un giorno avrei visto ciò che è successo stasera. Ho visto, e soprattutto ho sentito, due squadre che prima dell'inizio dell'incontro hanno stretto un patto: giochiamoci il primo tempo, e la squadra che risulterà in vantaggio alla fine sarà quella che farà il numero di goal necessari. Ovviamente questo avvenimento provoca dentro di me un senso di nausea e sdegno (e direi anche giustamente), ma non è tutto, dato che noto che qualcuno si gira verso di me, e con l'aria da santarellino esclama la seguente frase: "ma non è che stasera ci sono le spie?". Adesso so che al Torneo Parco Corolla esistono anche gli 007 e gli investigatori privati.
Va beh penso io, staranno scherzando, l'avranno detto apposta per farmi impaurire. Ed infatti ho visto un primo tempo stupendo, combattuto, bellissimo, con azioni di gioco a ripetizione per entrambe le squadre, chiusosi con il risultato di 4 a 2 per i Corollions. Quel timore che avevo dentro, quel senso di angoscia e sdegno che mi tormentava nel corso dei primi 25 minuti se n'era andato. Purtroppo era solo un fuoco di paglia.
Ho scoperto che un torneo nato con lo scopo di far divertire coloro che vi partecipano, si può trasformare in qualcosa che definire schifoso è ben poco.
Nel secondo tempo ho visto il giocatore più forte del Decathlon, che nel primo tempo non sbagliava niente, cominciare a tirare a vanvera, come se dovesse andare a caccia di zanzare o moscerini. Ho visto la difesa del Decathlon, che nel primo tempo spazzava la palla ogni volta che poteva fuori dall'area, che regalava palla agli avversari. Ho visto il portiere del Decathlon, che nel primo tempo si sgolava per mantere la difesa ordinata, parlare con le tifose dietro la porta. Ho visto il portiere del Decathlon buttarsi a destra quando la palla andava a sinistra. Ho visto lo stesso portiere del Decathlon fare capriole all'indietro quando un suo avversario si trova in area con la palla ai piedi. Ho visto sempre lo stesso portiere del Decathlon che non riesce a parare una palla che va talmente piano che l'avrebbe sorpassata una lumaca in salita. Ho visto ancora il portiere del Decatlhon giocare a mosca cieca nel momento in cui gli avversari si trovavano di fronte a lui. Ho visto una squadra che nel primo tempo era solida, sciogliersi come un cubetto di ghiaccio al sole.
Ho visto un giocatore dei Corollions che, dopo aver dibblato i 25 fantasmi che si trovavano nell'area avversaria al posto della difesa e del portiere del Decathlon, ferma la palla davanti alla linea di porta, si inginocchia come se fosse un neonato, ed accompagna la palla in porta con la testa, come una foca che gioca con la palla al circo acquatico. Il tutto a sbeffeggiare ancora di più il sottoscritto, che ormai non guardava più una partita di calcetto, ma uno spettacolo orribile, che provocava dentro di me le stesse sensazioni che provoca vedere lo scarico dei camion della nettezza urbana alla discarica.
Insomma, ho visto di tutto in questa partita tranne che calcio, cuore, spirito di squadra, spirito combattivo e soprattutto divertimento, ciò per cui questo torneo era nato e che questa partita ha profondamente rovinato.
Morale della favola: Corollions battono Decathlon 10 a 2, ed accedono alla fase finale in quanto squadra classificatasi come migliore seconda per via della differenza reti a discapito de I Belle Pesche.
Adesso ho scoperto che lo scandalo calcistico esiste anche al torneo Parco Corolla, in cui non ci sono in gioco milioni di euro o diritti televisivi, ma solo ed esclusivamente sano spirito agonistico. La sconfitta ci sta, fa parte del gioco e della vita, ma perdere in questo modo non ha senso, e soprattutto non ti fa apprezzare lo sforzo che ci metti quando giochi, anche se poi alla fine perdi lo stesso. Solo che perdere lottando è più gratificante che uscire ed essere presi in giro.